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Saul Karath

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Il soggetto di questo articolo fa parte del brand "Legends".Il soggetto di questo articolo appare nella Era della Vecchia Repubblica.

SaulKarath.jpg
Saul Karath
Informazioni biografiche
Pianeta madre

Corellia

Nato

4015 BBY

Morto

3956 BBY

Descrizione fisica
Specie

Umano

Sesso

Maschio

Colore capelli

Biondi

Colore occhi

Azzurri

Informazioni cronologiche e politiche
Era/e

Era della Vecchia Repubblica

Affiliazione/i
"L'ammiraglio Karath mi ha insegnato tutto quello che serve per essere un soldato. Era una leggenda della flotta repubblicana, e un eroe per me. Fino a che non ci ha traditi..."
Carth Onasi[src]

Saul Karath fu un ammiraglio che servì la Repubblica durante le Guerre Mandaloriane e successivamente divenne il comandante supremo della flotta imperiale Sith durante la Guerra Civile Jedi.

Biografia

Saul Karath nacque sul pianeta Corellia, figlio dell'operaio Craddock Karath; era il primogenito di 5 figli e spesso il giovane era costretto ad adottare il ruolo paterno verso i suoi fratelli a causa delle frequenti assenze del padre, dovute al suo lavoro. Nel 3.996 BBY, il Signore dei Sith Ulic Qel-Droma e i mandaloriani guidati da Mandalore l'Indomabile attaccarono i cantieri navali del mondo di Foerost, e Craddock morì nell'assalto; Karath lasciò il suo lavoro in fabbrica e offrì i suoi servigi alla Marina della Repubblica Galattica contro la quale Qel-Droma ed Exar Kun, stavano combattendo. Karath era troppo giovane per servire la Marina ufficialmente e a causa delle sue umili origini non possedeva i giusti contatti per entrare nell'Accademia Navale. Tuttavia, Karath conquistò le attenzioni dell'ammiraglio Orley Vanicus, che gli permise di servire come sottufficiale sulla sua nave.

Karath fece carriera e riuscì ad arrivare al grado di capitano: nelle sue prime missioni aveva il compito di neutralizzare alcuni gruppi di pirati che stavano terrorizzando alcuni sistemi planetari. Fu una di queste campagne, che Karath conobbe Carth Onasi e ne apprezzò il talento, tanto da invitarlo a servire a bordo della sua nave da guerra.

Guerre Mandaloriane

Nel 3.964 BBY, la Repubblica venne attaccata dagli eserciti mandaloriani; a Karath, venne dato il compito di difendere il ricco mondo di Taris e dei sistemi limitrofi. Partecipò quindi con coraggio alle 4 battaglie di Suurja, per fermare l'inarrestabile avanzata nemica, e riuscì quindi a preservare la linea Jebble-Vanquo-Tarnith, il fronte militarizzato per bloccare i mandaloriani. Non molto tempo dopo, Karath fu mandato a difendere il pianeta Vanquo da una flotta nemica; in realtà l'attacco di quel pianeta era solo un diversivo per dividere e impegnare le forze repubblicane. Il vero bersaglio si rivelò essere Taris e per la repubblica fu un vero disastro: la flotta repubblicana venne distrutta, il pianeta conquistato e gli ammiragli Jimas Veltraa e Noma Sommos, responsabili della linea Jebble-Vanquo-Tarnith, morirono nel corso dello scontro. I resti dell'esercito repubblicano si ritirarono ma Karath giudicò questo sviluppo decisamente positivo, in quanto era certo che, con la perdita di un mondo importante come Taris, il Senato avrebbe votato per spedire più truppe al fronte. Nel 3.963 BBY Karath venne promosso al grado di contrammiraglio e venne trasferito sul pianeta Serroco: numerose basi repubblicane difendevano la superficie del pianeta e l'ufficiale si convinse che i Mandaloriani questa volta avrebbero avuto pane per i loro denti. Inaspettatamente però le navi nemiche piombarono dall'iperspazio nell'orbita di Serroco cominciandolo a bombardare con missili nucleari: fu un genocidio spaventoso e una pesante sconfitta per la flotta repubblicana. Karath si convinse che la Repubblica stava sbagliando strategia e rischiava di perdere il conflitto. L'ufficiale quindi venne invitato da Lord Arkoh Adasca sul suo pianeta, in qualità di rappresentante della Repubblica; inizialmente non comprese le intenzioni di Adasca, ma successivamente si rese conto che l'avido signore di Arkania aveva organizzato un'asta per vendere il progetto di una super-arma e aveva invitato anche i mandaloriani! Karath doveva impedire che gli invasori si assicurassero un vantaggio del genere nel conflitto e grazie ad uno stratagemma riuscì a far saltare le trattative segrete; risolto questo increscioso complotto, il contrammiraglio raggiunse Coruscant dove rassegnò le sue dimissioni per la disfatta di Serroco: ovviamente i suoi superiori le rifiutarono e gli rinnovarono la loro fiducia Pochi mesi dopo, i cavalieri Jedi, Revan e Malak, ottennero il comando della flotta repubblicana e il conflitto cambiò drasticamente: Taris venne liberato, Cassus Fett lo stratega dei mandaloriani venne sconfitto duramente prima nel Cluster di Jaga e poi su Althir. Già nel 3.960 BBY gli eserciti mandaloriani erano completamente in rotta e vennero sconfitti definitivamente su Malachor V.

Guerra Civile Jedi

Karath non era tra le forze repubblicane che seguirono i due condottieri nelle Regioni Ignote, al fine di cacciare i superstiti nemici; tuttavia i due jedi, in un remoto mondo, incontrarono l'Imperatore del risorgente Impero Sith, che li convertì al lato oscuro e gli affidò la missione di ritrovare l'antica stazione spaziale Rakata nota come Star Forge. Piuttosto che tornare dall'imperatore, i due signori dei sith preferirono usare il potere della Star Forge per creare il proprio impero; così ad un anno dalla loro scomparsa, i due eroi tornarono nei territori civilizzati e dichiararono guerra alla Repubblica.

Nel 3.958 BBY Karath ripudiò la Repubblica e giurò fedeltà ai due Sith: l'ammiraglio tentò di convincere anche Carth Onasi a unirsi a lui ma invano. Saul fu determinante nelle prime vittorie dell'esercito sith, tanto da meritarsi il grado di comandante di tutta la flotta d'invasione; non passò molto tempo prima che la sua lealtà venisse messa alla prova. Durante l'assedio di Telos IV, Malak, all'ennesimo rifiuto di resa incondizionata, ordinò all'ufficiale di distruggere il pianeta: Karath non esitò e milioni di persone persero la vita durante i bombardamenti. Con questo atto di forza, Karath dimostrò di essere implacabile e sotto minaccia di atroci bombardamenti centinaia di mondi si arresero ai Sith.

Nel 3.956 BBY la flotta sith intercettò l' 'Endar Spire, la nave di Bastila Shan sui cieli di Taris; il cavaliere Jedi era in grado di usare il potere Meditazione da Battaglia che stava permettendo alle forze repubblicane di reagire all'offensiva dell'impero. Shan riuscì a fuggire sul pianeta e immediatamente i sith avviarono le operazioni di ricerca e imposero un blocco spaziale al mondo dell'Orlo Esterno. Darth Malak, visti gli infruttuosi risultati dei suoi soldati, per evitare la fuga del Jedi ordinò a Karath di mettere a ferro e fuoco il pianeta: l'ammiraglio esitò ma alla fine intimidito dalla crudeltà del signore oscuro, diede il via ai bombardamenti, massacrando miliardi di persone.

Mentre Revan redento e i suoi compagni stavano lasciando la necropoli di Korriban, dopo aver recuperato l'ennesima parte della mappa stellare per individuare la Star Forge, vennero catturati dalla nave 'ammiraglia della flotta sith, il "Leviatano". Per loro fortuna, Darth Malak non era a bordo ma incontrarono Karath che li torturò per ottenere informazioni: l'ammiraglio morirà, nel tentativo di impedire la loro successiva fuga.

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