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Ordine 66

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Il soggetto di questo articolo fa parte del brand "Legends".Il soggetto di questo articolo appare nella Era dell'Ascesa dell'Impero.

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Ordine 66.jpg


"Il tempo è arrivato. Esegui l'Ordine 66."
Palpatine a numerosi cloni comandante[src]

Nel 19 BBY, l'Ordine 66 venne attuato da Darth Sidious verso la fine delle Guerre dei Cloni. Era uno degli ordini preprogrammati che tutti i comandanti clone avevano ricevuto una volta concluso il loro addestramento. La ragione ufficiale del suo avvio fu il tentativo di una rivolta degli Jedi nei confronti della Repubblica che mirava, secondo Darth Sidious, ad uccidere tutti i senatori ed il cancelliere per porsi alla guida della Republica. In realtà, era l'apice di una catena di eventi pianificata ed orchestrata alla perfezione da Palpatine stesso in decine di anni. Questo fu il risultato di una macchinazione creata da Palpatine, per porre fine all'Ordine Jedi.

Dopo la distruzione del Generale Grievous per mano di Obi-Wan Kenobi, il Maestro Mace Windu con l'aiuto di Kit Fisto, Agen Kolar e Saesee Tiin tentarono di arrestare il Supremo Cancelliere Palpatine, il quale si era rivelato essere il Signore Oscuro dei Sith: Darth Sidious. Fisto, Kolar e Tiin vennero uccisi in breve tempo, mentre Windu riuscì a resistere ai potenti attacchi e ad avere la meglio. Quando Windu sembrò voler uccidere Palpatine, Anakin Skywalker intervenne per salvarlo, provocando la morte di Mace, credendo che gli Jedi volessero di fatto prendere il potere.

Palpatine attuò l'Ordine 66, inviando il comando esecutivo a tutti i comandanti cloni dell'esercito, i quali portarono a termine l'ordine senza discussione. Su oltre 200 pianeti, gli Jedi vennero uccisi dalle loro stesse truppe, colti completamente impreparati. I tre anni di guerra avevano "inquinato" la Forza con il Lato Oscuro e la loro percezione era stata annebbiata; inoltre i cloni non sapevano cosa fosse l'odio e la malizia e, eseguendo semplicemente un ordine, non avevano alcun fine malvagio che potesse allertare gli Jedi di ciò che in loro era già stato programmato da diverso tempo.

Non tutti i Trooper obbedirono all'ordine. Su Murkhana, Roan Shryne e Olee Starstone salvarono alcuni Jedi dall'Ordine 66 grazie a un membro della squadra chiamata "Climber", che aveva inizialmente dubitato della validità dell'ordine e, pur avendo ricevuto il comando di attuarlo, decise di non tradire i propri compagni di guerra. Questo rimane l'unico episodio noto di un soldato che disubbidì all'ordine. Su Coruscant venne annunciato uno stato di Legge Marziale e il Tempio Jedi venne dichiarato come centro di sorveglianza militare. Questo ordine autorizzò Darth Fener e la Legione 501 ad attaccare il tempio e ogni singolo Jedi venne ucciso, fatta eccezione per Shaak Ti e Kazdan Paratus, i quali riuscirono a fuggire insieme a 3000 giovani padawan.

Anche se l'Ordine 66 decimò la stragrande maggioranza degli Jedi (circa 10.000), alcuni riuscirono a scappare all'agguato e a mettersi in salvo (rimasero probabilmente meno di 100 membri). Fu la Grande Purga Jedi a completare l'opera, con la caccia di ogni singolo Jedi ad opera di Darth Vader e degli agenti del nuovo Imperatore. Kenobi, dopo aver battuto a duello Anakin, si ritirò su Tatooine, dove consegnò il piccolo Luke agli zii. Quindi si auto esiliò sul pianeta in attesa di tempi migliori per riportare la pace. Anche Yoda prese la stessa decisione, dicendo che i tempi non erano maturi per cambiare le cose. Si nascose su Dagobah un pianeta che, insieme a Kamino, era stato cancellato dalla memoria dell'archivio dei Jedi: qui il maestro attese per anni che il suo destino si compisse.

Solo pochissimi Jedi tentarono di rovesciare da subito il potere di Palpatine. Shadday Potkin radunò diversi Jedi, scampati al massacro, su Kessel e tentò di convincerli che, se si fossero uniti, avrebbero potuto distruggere i signori dei Sith. Ma nel bel mezzo della riunione, Darth Vader in persona irruppe nella stanza e uccise tutti i cavalieri presenti con l'aiuto di diversi stormtropper. Quello di Kessel rimane un caso isolato, anche perché la maggior parte degli Jedi preferì auto esiliarsi e rimanere nascosti. Come la Maestra Shaak Ti che si nascose su Felucia e dove richiamò, con la Forza, una giovane Jedi di nome Maris Brood: insieme addestrarono gli esseri senzienti del pianeta (sensibili alla Forza).

Altri Jedi, degni di nota e sopravvissuti, furono Kazdan Paratus, che si ritirò su Raxus Prime, e il Maestro Ramh Kota, che si salvò perché, essendo poco fiducioso dell'esercito di cloni, si costruì una milizia personale. Kota, impadronitosi di un intero Incrociatore Classe Venator, si ritirò sull'orlo esterno della galassia in attesa del momento giusto per colpire l'Impero. Questi Jedi riuscirono ad eludere la sorveglianza Imperiale per molti anni e a sopravvivere insieme a pochi altri. In vent'anni, l'Ordine Sith era ormai uscito dall'ombra controllando la Galassia tramite una complessa rete di governatori Moff e organizzazioni come la Imperial Intelligence, Imperial Security Bureau e COMPNOR.

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