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Missione su Rugosa

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Prima

Battaglia di Teth

Dopo

Battaglia di Phu

Missione di Rugosa
300px-Battle of Rugosa.jpg
Luogo

Rugosa

Esiti

vittoria Repubblica

Combattenti

Repubblica Galattica,

CSI, Ordine dei Signori dei Sith

Comandanti

Grande Generale Jedi Yoda

Conte Dooku (holocron), Asajj Ventress

Vittime

Nave classe Consular gravemente danneggiata, luogotenente Thire ferito ad una gamba

Un battaglione di droidi

La Missione su Rugosa fu una spedizione organizzata dalla Repubblica Galattica con l'obiettivo di procurarsi l'alleanza di Re Katuunko e, quindi, di Toydaria.

Eventi

Preludio

La missione, avviene durante le Guerre dei Cloni. Alla repubblica, servono dei pianeti, che la appoggino nell'Orlo Esterno. Il cancelliere supremo Palpatine, contatta il re di Toydoria, Katuunko, riferendogli che un maestro Jedi sarebbe andato a trovarlo sulla luna di Rugosa, per concludere un accordo di reciproco benessere fra il sistema e la repubblica

Imboscata mello spazio

La nave di Yoda viene attaccata brutalmente da possenti incrociatori, ma questo non impedisce al grande maestro di tentare ugualmente l'atterraggio. Tutti i gusci di salvataggio vengono espulsi, molti sono abbattuti, ma quello di Yoda e dei tre soldati clone che sono con lui giunge a destinazione intatto.  L'ologramma del conte Dooku, con falsa deferenza, tenta di convincere il re Katuunko che i Separatisti possiedono cento volte più droidi di quanti siano i cloni della Repubblica; ma il leader toydariano, saggio e prudente, replica che a quanto sa un singolo Jedi vale cento droidi. La grandezza e il numero sono argomenti che non fanno presa sui saggi. La nave intanto, gravemente danneggiata, abbandona il sistema.

Attacco sul pianeta

"Inferiori di numero siamo, ma superiori di mente"
Yoda[src]

Sulla superficie di Rugosa ad attendere Yoda e i suoi tre cloni (Thire, Jek e Rys)  è una nuova trappola: una divisione di forze al comando di Ventress è pronta a impedire al Jedi di raggiungere il re; ma ora Katuunko sa che Yoda è arrivato e che non ha paura di affrontare le forze separatiste per dare prova del suo valore e dell'efficacia della protezione della Repubblica, anche se il monarca non pretende alcuna prova e alcuna sfida. Yoda conduce i suoi uomini per un sentiero nascosto; ma non così remoto da sfuggire del tutto al nemico. Mantiene calmi i cloni finché essi sono fuori dalla portata del fuoco separatista; e quando gli stupidi droidi da battaglia conducono i loro carri per una via troppo stretta se la ride di loro: la grandezza non è tutto, specie se si è più grandi nella mente! Quando lo scontro è inevitabile, Yoda ridicolizza con il suo immenso potere e la sua straordinaria velocità gli impacciati automi, che non fanno neppure in tempo a vederlo. Al sopraggiungere di forze più potenti, come i temibili super droidi da battaglia, Yoda, anziché gettarsi ancora nella mischia, spegne la spada tra lo stupore dei soldati e, meditando nella Forza, dà prova di cosa significhi essere un maestro Jedi, rivolgendo uno dei droidi contro gli altri e usandolo come arma. Intanto, però, Asajj Ventress tenta di far credere a re Katuunko che la marcia di Yoda è stata fermata: è il diretto interessato a smentire di avere problemi con aria sorniona. In realtà le cose non sono così facili per il gruppo: uno dei tre cloni è stato azzoppato nello scontro e occorre riposarsi in un villaggio. Alla luce di una lampada artificiale, in una grotta, ai cloni esausti e a corto di munizioni, convinti di essere ormai sconfitti, Yoda impartisce una lezione di fede nella Forza: essi non sono Jedi, è vero, tuttavia la Forza scorre anche in loro in quanto creature viventi. Sotto i loro caschi i loro visi potranno essere identici, ma ognuno di loro lascia nella Forza una traccia unica e personale. Per ciascuno di loro il maestro ha consigli speciali: la fiducia in sé, il fatto che non siano le armi a vincere le battaglie ma la Forza, la necessità di non gettarsi incautamente nella mischia, perché è più importante sopravvivere. Il nemico torna alla carica e Yoda aiuta i pochi cloni smarriti a sentirsi importanti: sono solo tre? Bastano per considerarsi superiori di numero ai droidi. È lui ad affrontare tutta la colonna dei mezzi d'assalto; e lo fa, ancora una volta, seguendo una logica assurda per il nemico. Si siede a meditare, assorto nella sua sintonia profonda con la Forza, davanti alle armi puntate. I droidi confessano candidamente a Ventress di aver trovato Yoda: è seduto davanti a loro. Prima che l'inferno si scateni il Maestro è già in mezzo agli avversari a fare a pezzi automi e carri. Anche i cloni danno il loro contributo abbattendo il fianco di una formazione rocciosa con l'ultimo colpo rimasto. Yoda trova persino il tempo per tornare ad ammirare le bellezze naturali della luna di Rugosa soffermandosi a "parlare" con farfalle aliene.

Conclusione

"No, un Jedi non vale cento droidi, ne vale almeno mille"
―Re Katuunko[src]

A qualche chilometro di distanza il saggio e ironico re Katuunko fa osservare che il fumo che vede è un po' troppo per una resa. Dooku incassa il rifiuto del sovrano auspicando di avere miglior fortuna col suo successore; e ordina a Ventress di ucciderlo. Mentre l'assassina vibra le sue due spade contro il re toydariano, Yoda, finalmente giunto a destinazione, la blocca e la umilia. L'aspirante Sith copre la propria fuga come già fece il suo maestro a Geonosis, cioè facendo crollare rocce sugli avversari: mentre Yoda protegge i presenti la sua solar sailor riesce a fuggire verso lo spazio. Un ultimo scambio a distanza tra Yoda e Dooku sottolinea la codardia di chi percorre la via del Lato Oscuro. Re Katuunko non vuole avviare alcuna trattativa, non più: chiama Yoda amico e offre alla Repubblica la sua fedeltà incondizionata.

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