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Lusankya

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Il soggetto di questo articolo fa parte del brand "Legends".Il soggetto di questo articolo appare nella Era della Ribellione.Il soggetto di questo articolo appare nella Era della Nuova Repubblica. Il soggetto di questo articolo appare nella Era del Nuovo Ordine Jedi.

Lusankya (2).png
Lusankya
Info produzione
Modello

Corazzata Stellare classe Executor

Specifiche tecniche
Lunghezza

19.000 m

Armamento

Numerose batterie di turbolaser pesanti (gli stessi dell'Executor).

Uso
Ruolo/i
Distrutta

27,5 ABY

Presente in battaglie/eventi
Affiliazione
Possessore/i
Membri dell'equipaggio
Comandante/i
La Lusankya, originariamente conosciuta come Executor II, era una Corazzata Stellare di classe Executor costruita dalla Kuat Drive Yards, mentre la nave gemella Executor venne costruita a Fondor.

Dopo la sua costruzione, la nave venne sepolta sotto la superficie di Coruscant come nave da evacuazione di emergenza per l'Imperatore; dopo la morte di quest'ultimo, Ysanne Isard la utilizzò dapprima come suo carcere privato, e poi come sua nave ammiraglia durante la Guerra del Bacta.

Quando Isard venne sconfitta, la Lusankya fu acquisita dalla Nuova Repubblica, dove servì nella sua Flotta Stellare fino alla sua distruzione nella Guerra degli Yuuzhan Vong.

Caratteristiche

Torre di comando Lusankya.jpg

La torre di comando della Lusankya.

La Lusankya è stata il secondo Super Star Destroyer di classe Executor ad essere costruito. Era lungo 19 chilometri, dodici volte la lunghezza di uno Star Destroyer classe Imperial I. Poteva trasportare più di 5.000 armi, almeno 12 squadroni di TIE Fighter, almeno 200 altre navi da combattimento e di supporto, due basi di presidio prefabbricate, ed abbastanza assaltatori e AT-AT da imporre la volontà dell'Impero su qualsiasi sistema stellare.

La Lusankya venne progettata per essere una variante della classe Executor, concentrandosi maggiormente sulle attività planetarie senza necessità di supportare altre navi. Come tale, manca di alcune batterie da turbolaser pesanti in cambio di più punti di difesa per le armi.

Storia

Costruzione e sistemazione sotto Coruscant

La Lusankya venne costruita in concomitanza con la nave gemella, la Executor. Durante la costruzione, ad entrambe le navi venne dato provvisoriamente il nome Executor per far credere che ci fosse una sola nave in costruzione. Tuttavia, mentre l'Executor venne commissionata per entrare in servizio imperiale dopo il completamento, la Lusankya venne portata a Coruscant e sepolta sotto la superficie del pianeta. La nave e il suo nascondiglio erano nascosti all'interno di un vastissimo intrico di travi e di attrezzature elettroniche sistemati prima della sepoltura, e venne affermato che il lavoro fatto era per un grande generatore di scudo planetario. Il paesaggio urbano fu successivamente ricostruito sopra la nave per nascondere la sua posizione.

Simbolo dell'Alleanza sul Lusankya.png

Il simbolo dell'Alleanza sul Lusankya.

Non conoscendo tutti i dettagli che circondano la sepoltura dell'enorme nave, alcuni osservatori della Nuova Repubblica ipotizzarono che o tutti i testimoni di questo evento siano stati giustiziati o che l'Imperatore Palpatine avesse usato la forza su grande scala onde comandare a tutti di dimenticare quanto avevano visto. Quanto ai fini della sepoltura si è teorizzato che la Lusankya dovesse essere per Palpatine un mezzo sicuro di fuga, in caso Coruscant fosse stato invaso da forze ostili. Solo pochi eletti vennero messi a conoscenza della sua esistenza, della posizione e dello scopo.

Prigione privata di Ysanne Isard

Una parte della Corazzata Stellare servì come prigione privata gestita dal direttore dell'Intelligence Imperiale Ysanne Isard. Isard era in grado di viaggiare avanti e indietro per la Lusankya attraverso una rete di tunnel con delle navette private che collegavano la città e la nave. Una di queste navette andava fino al Museo Galattico, un'altra ad un ingresso al 43° piano del Palazzo Imperiale, e un'altra ancora ad una vecchia sala del sottocomitato nell'ex edificio del Senato Imperiale. Negli interrogatori dei prigionieri sul Lusankya Isard era spietata, impiegando ogni mezzo necessario, compresa la tortura, le droghe e il condizionamento psicologico per ricavare le informazioni che desiderava. Inoltre trasformò i prigionieri, di solito i ribelli catturati, in agenti dormienti. Questi agenti sarebbero poi tornati alle loro famiglie, agli amici e ai colleghi, dove Isard li avrebbe usati per spiare la Ribellione, eseguendo sabotaggi e assassinando i nemici. E' oltremodo possibile che il comandante Kupalo, l'ex ufficiale tattico sulla Defiance e sulla Liberty, prima di essere "liberato" dalla nave prigione VTR-LX, abbia trascorso un breve periodo dentro la Lusankya.

Corran Horn venne a sapere del carcere quando il maggior rivale del Diktat Corelliano venne assassinato dal suo aiutante. L'aiutante era stata portato nella nave interrata e trasformato in un agente dormiente, rimandato poi a casa per eseguire l'assassinio. Dopo aver commesso l'omicidio, l'aiutante ripetè la parola "Lusankya" più e più volte.

Anche se nessuno al di fuori della cerchia di Isard sapeva della posizione della Lusankya, la nave interrata divenne tristemente conosciuta come prigione privata di Ysanne Isard. Il generale dell'Alleanza Ribelle Jan Dodonna, che diresse l'attacco alla Morte Nera nella storica Battaglia di Yavin, venne mandato lì poco dopo la fine della battaglia Anche Tycho Celchu vi fu deportato dopo la sua cattura durante una missione di spionaggio a Coruscant nel 5 ABY. Isard cercato di condizionare Celchu facendolo diventare uno dei suoi agenti, ma gli sforzi lo resero catatonico. Alla fine venne trasferito a Akrit'tar, ma riuscì a fuggire da quel posto e tornò alla Ribellione. La reputazione di agenti dormienti dei prigionieri di Isard era così forte che Celchu non venne considerato attendibile anche dai suoi compatrioti. Durante la Liberazione di Coruscant l'anno successivo, i controlli del caccia di Horn vennero sequestrati da un codice di override e lui si schiantò schiantarsi sul paesaggio urbano e venne creduto morto. Questa ed altre prove incriminarono Celchu, che fu bollato come traditore.

Tuttavia, Horn non era morto, e gli eventi della sua "morte" erano stati orchestrati da Isard e per liberarsi di Celchu. Horn fu portato a bordo del Super Star Destroyer, dove finalmente incontrò Jan Dodonna. Da lui, Horn seppe che molte persone venivano condizionate da Isard e trasformate in agenti dormienti. Horn scoprì anche un'incoerenza sospetta all'interno del carcere: nella caverna principale dove i prigionieri lavoravano, una roccia "cadeva su" se veniva gettata abbastanza in alto. Questo perché la gravità artificiale della Corazzata veniva ruotata in modo che i prigionieri camminassero a testa in giù, una tattica impiegata da Isard se qualcuno avesse tentato di fuggire scavando "su", andando effettivamente più in profondità nella prigione, rendendoli più facili da catturare.

Alla fine Horn riuscì a fuggire dal complesso carcerario, nel quale trovò una complessa biblioteca sulla Lusankya e scoprì che non solo lui si era salvato dal processo di indottrinamento, ma che Celchu ne era stato soggiogato. Oltre a queste informazioni, è stato anche in grado di scoprire chi era il vero traditore all'interno dello Squadrone Rogue. Dopo ulteriori ricerche, trovò un blaster nella copia della biblioteca de La storia completa di Corvis Minor e una navetta di servizio nel tunnel privato che gli permise di lasciare la nave. La navetta lo portò a una sezione chiusa del Museo Galattico dove Horn apprese di non aveva mai lasciato Coruscant.

Liberazione di Coruscant

La risalita del Lusankya.jpg

La Lusankya emerge dal sottosuolo di Coruscant.

Dopo che Horn riuscì fuggire, Isard sapeva che la Nuova Repubblica avrebbe rapidamente catturato il Lusankya e lei se non se ne fosse andata all'istante. Ordinò quindi di far emergere la nave dal sottosuolo. Lasciando Coruscant il Lusankya causò una devastazione di oltre 259 km² di superficie del pianeta, uccidendo milioni di individui.

La Corazzata si fece strada attraverso i due livelli di scudo planetario, fermandosi a tempestare di colpi una piattaforma di difesa spaziale Golan orbitante prima di lasciare il Sistema Coruscant.

Battaglia di Thyferra

La Lusankya si recò su Thyferra dopo il colpo di stato condotto dalla Xucphra, che rese Ysanne Isard il nuovo leader planetario. Siccome la Nuova Repubblica non era disposta a interferire con la politica interna di un altro mondo Corran Horn, Wedge Antilles e gli altri membri della Squadriglia Rogue si dimisero dalla flotta della Nuova Repubblica e cominciarono una propria guerra personale per continuare a combattere contro Isard anche senza il sostegno della Nuova Repubblica.

All'arrivo su Thyferra, la Lusankya venne raggiunta dagli Star Destroyer classe Imperial II Avarice e Virulence e dallo Star Destroyer classe Victory Corrupter.

Nei mesi seguenti, i Rogue lentamente cominciarono a costruirsi la loro armata personale, mentre dividevano le forze imperiali al punto in cui potevano combattersi a vicenda. Il Corrupter fu distrutto nei pressi di Alderaan quando un incrociatore da guerra alderaaniano automatico, il Valiant, unitosi ai Rogue. Il comandante Antilles parlò con Sair Yonka -il capitano dell'Avarice- convincendolo a smettere di servire Isard. Il che lasciò in campo la Lusankya e il Virulence.

Una volta che le forze di Isard scoprirono i Rogue sulla stazione spaziale di Yag'Dhul, la Lusankya e la Virulence furono inviati per distruggerli. Ma quando arrivarono, i Rogue saltarono nell'iperspazio, e la stazione sembrava essere pesantemente armata, con più di trecento siluri protone e missili a concussione. Il Super Star Destroyer venne catturato dal raggio traente della stazione, che però venne disattivato quando anche l'altro Star Destroyer venne catturato dal fascio. Il Lusankya si ritirò dal sistema e lasciò i suoi caccia indietro nella fretta di fuggire. La stazione ordinò al Virulence di arrendersi o di essere distrutti, e l'equipaggio scelse la prima alternativa. Dopo che gli imperiali lasciarono la nave, il pirata responsabile della stazione, Booster Terrik, assunse il controllo della nave senza sparare un colpo.

Il capitano della Lusankya, Joak Drysso (già capitano del Virulence e testimone della sconfitta dell'Impero ad Endor), tornato su Thyferra, si aspettò una battaglia in corso. Tuttavia, quando la nave rallentò a velocità subluce, non trovò nient'altro che il normale traffico tipico di un pianeta abitato. Poco dopo l'arrivo del Super Star Destroyer, uno Star Destroyer normale entrò nel sistema. Era l'Avarice, ora ribattezzato Freedom. Il Freedom portava di nascosto i Rogue su Thyferra. Questi ultimi cominciarono ad attaccare la Lusankya, e quando le spararono contro dei siluri protonici a quel punto una grande salva di siluri e missili lanciati dal controllo del traffico locale colpirono la nave. Antilles aveva convinto un certo numero di cargo ad unirsi a loro. Essi erano dotati di siluri pesanti, ma non di sensori di puntamento in modo da non apparire ostili agli Imperiali. Al contrario, le armi dei cargo vennero asservite ai computer di puntamento dello Squadrone Rogue.

La Freedom e la Valiant concentrato la loro potenza di fuoco sul Lusankya. La Freedom venne gravemente danneggiata; tuttavia, la Valiant, essendo stata ignorata dal capitano Drysso, riuscì ad aggirare il suo enorme avversario. La Valiant rimase così dietro il Lusankya, dove potreva colpire i motori indifesi; la mancanza di uno schermo da caccia e la bassa quantità di turbolaser sul retro permise all'incrociatore alderaaniano di evitare gravi danni. Ben presto la Virulence apparve nel sistema Thyferra, non più sotto il comando degli imperiali. Dopo la cattura da parte di Booster Terrik uno squadrone di A-Wings guidati da Pash Cracken era salito a bordo della nave durante la situazione di stallo nei pressi della stazione Yag'Dhul ed aveva distrutto i caccia TIE.

Il comandante Antilles ordinò al Lusankya di arrendersi, ma Drysso rifiutò di arrendersi, spinto alla follia dagli eventi accaduti degli ultimi giorni. Cercò di far cadere il Lusankya su Thyferra, contro la volontà dell'equipaggio, ma venne ucciso dal suo aiutante, il tenente (poi capitano sostitutivo) Waroen, che accettò la resa. Isard sembrava morta quando il capitano Celchu distrusse una navetta su cui sembrava fosse a bordo. Celchu accreditò l'uccisione alla mira del tenente Horn.

Dopo la Guerra del Bacta

La Lusankya rimase gravemente danneggiata dopo la battaglia di Thyferra. La zona più colpita era quella precedentemente adibita a carcere. Fortunatamente per i prigionieri, che non erano a bordo durante la battaglia, Isard li aveva spediti in altre strutture, credendo che la fuga di Horn avesse rovinato la reputazione di inviolabilità della prigione.

Mentre la nave venne consegnata a lui, Wedge Antilles divenne il comandante ad interim del Lusankya. In tale veste, presenziò al matrimonio fra Corran Horn e Mirax Terrik, con Tycho e Iella Wessiri come testimoni. Antilles, Horn, e il resto dei Rogue poi si riunirono alle forze armate della Nuova Repubblica, quando venne scoperto un "errore" che non aveva registrato le dimissioni nel file dello Squadrone. Il Consiglio quindi approvò ciò che avevano fatto, dando all'intera operazione il beneplacito della Repubblica.

Servizio nella Nuova Repubblica

"Non sai quanto mi mancherai."
Wedge Antilles alla distruzione della Lusankya.
La Lusankya contro la Reaper.jpg

La Lusankya mentre bombarda la Reaper sopra Orinda.

Dopo la morte di Isard, la Lusankya entrò in regolare servizio nella Nuova Repubblica. Una delle sue missioni fu quella di agire come un centro di ricerca medica nel caso in cui l'Impero tentasse un'ulteriore guerra biologica dopo aver visto la devastazione causata dal Virus Krytos durante la Liberazione di Coruscant. Alla nave vennero così aggiunte nuove strutture di quarantena che comprendevano una zona di contenimento dove a nessun essere vivente era permesso di entrare. In questa zona lavoravano esclusivamente dei droidi in modo che, se necessario, la zona di contenimento potesse essere distrutta con una perdita minima di vite.

La fine della Lusankya.JPG

La fine della Lusankya nella Battaglia di Borleias.

Quando i superstiti dei prigionieri originali del Lusankya vennero liberati, essi, insieme allo Squadrone Rogue, vennero inizialmente confinati nelle strutture di quarantena della Corazzata in modo che dei medici esperti potessero confermare che né i prigionieri né i Rogue fossero stati infettati dalle armi biologiche.

Oltre al raddobbo per quanto riguarda le operazioni biomediche, la Nuova Repubblica riesce anche a ridurre l'equipaggio richiesto per una nave di quelle dimensioni. Inoltre la Lusankya venne dotata con un'armatura migliore di quando era ancora sotto servizio imperiale. Molti altri sistemi furono ridisegnati per poter avere ancora più spazio a disposizione.

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