Durante la sua vita tra i jedi, Kazdan divenne un ottimo meccanico, creando droidi da addestramento per i Jedi. Durante le guerre dei cloni divenne un generale solo per poter studiare i droidi separatisti. Quando venne impartito l'Ordine 66 si trovava al Tempio, dal quale fuggì e si nascose su Raxus Prime. In seguito, l'idea di essere scoperto, mista al rimpianto per essere fuggito abbandonando vigliaccamente i suoi compagni, lo portò a sviluppare una serie di fobie e preoccupazioni, fino a rasentare la follia. Allora creò una copia del tempio Jedi, con tanto di consiglio e maestri creati con i rottami, ed una armata di droidi alimentati alla forza che avr
bbe dovuto proteggerlo dai Sith, oltre ad allontanare i numerosi mercanti di rottami che infestavano il pianeta.
Quando Starkiller giunse nel suo rifugio, tuttavia, Paratus non fuggì, ma combatté fino alla morte per difendere i maestri jedi che aveva costruito. Le sue ultime parole furono una richiesta di perdono da parte loro, per il suo ennesimo fallimento.
Kazdan, per muoversi, usa una imbracatura meccanica che lo fa muovere come un insetto. La sua arma è una Lancia laser blu con cui colpisce con precisione il nemico. Usa la Spinta e la Presa della Forza molto bene.
Su Raxus, questo Jedi ha creato un'armata di potentissimi droidi per respingere vari assalitori. Le sue unità sono:
Guardiani di rottami, che sono le truppe più numerose dell'armata, lenti ma forti, armati di lance; per ovviare alla lentezza hanno un sistema di teletrasporto.
Droni di rottami, che sono in grado di rubare l'energia della forza; si spostano volando, raramente usano attacchi corpo a corpo.
Titani di rottami, che sono le truppe più grandi, forti e rare dell'armata; al posto del braccio destro hanno una clava di metallo fuso con la quale possono convogliare energia nel terreno e farla uscire come un'eruzione.
Tutte le unità sono vulnerabili al Fulmine della Forza ma la spinta non sortisce alcun effetto.