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Battaglia di Coruscant (Guerre dei Cloni)

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Prima
Durante

Terza Battaglia di Thyte, Missione su Birix, Battaglia di Kashyyyk

Dopo

Missione su Utapau

Battaglia di Coruscant
Spacebattle.jpg
Luogo

Coruscant

Esiti

Vittoria Repubblica Galattica

Combattenti

Repubblica Galattica

CSI

Comandanti
Vittime
La Battaglia di Coruscant è una della battaglie finali delle Guerre dei Cloni collocata cronologicamente tra la Battaglia di Kashyyyk e la Battaglia di Utapau, subito dopo la Battaglia di Nelvaan. La battaglia di Coruscant fu un tentativo della Confederazione dei Sistemi Indipendenti di rapire il Cancelliere Palpatine.

Eventi

Preludio

I Separatisti, dopo aver scoperto un passaggio segreto iperspaziale attraverso i Mondi Centrali, riuscirono a trovarsi alla destra delle forze Repubblicane che difendevano la capitale. Migliaia di Separatisti presero di sorpresa la Repubblica. Molte navi vennero distrutte a causa degli scontri tra le navi che uscivano dall'iperspazio e le guardie locali. Mentre iniziava una feroce battaglia che avrebbe visto perdite su entrambi i fronti, la nave Separatista venne usata per attraccare sul pianeta, scaricando le forze di terra e creando un diversivo mentre il secondo del Conte Dooku, il Generale Grievous, accompagnato da pochi soldati fidati, tentò il rapimento del Cancelliere.

Battaglia sul pianeta

I maestri Jedi Mace Windu e Yoda compirono un'impresa guidando le armate cloni alla difesa della città. Windu inizialmente salì sul suo caccia d'assalto per affrontare i caccia nemici nei cieli del pianeta. Dopo aver distrutto diverse unità nemiche, il Generale Jedi, si trovò circondato da un intero battaglione di nemici e colpito dovette abbandonare la propria nave ormai in fiamme. Saltando nel vuoto, riuscì a saltare su di un caccia separatista, del quale prese il controllo usando i suoi poteri. Grazie ad esso, riuscì a distruggere molti caccia nemici, cogliendoli alla sprovvista. Durante i bombardamenti fu distrutta anche la casa di Padme Amidala. Intanto Yoda, con la sua manipolazione della forza, riuscì a distruggere molte navi nemiche, facendole scontrare fra di loro. Inoltre riuscì a sollevare molte unità Droideka sulle quali si schiantarono diversi caccia nemici. Mentre alcune truppe di cloni vista la situazione pensavano di ritirarsi, Yoda arrivò in loro soccorso ordinando di mantenere le posizioni. Anche Windu giunse in quel punto e distrusse molti super droidi da battaglia con i suoi poteri. I due Jedi utilizzando insieme la spinta della Forza abbattendo molti droidi, ma furono costretti ad usare la propria spada laser per completare la distruzione. Le Forze repubblicane avanzavano, sempre più vicine alla vittoria guidate da Windu e Yoda, che combattendo fianco a fianco si interrogavano sul motivo dell'invasione, arrivando alla conclusione che lo scopo principale era rapire il Cancelliere Supremo. Windu, salì su una navetta di cloni e si diresse verso il Palazzo del Senato.

Rapimento di Palpatine

Mentre la battaglia infuriava lontano dai suoi uffici, al Cancelliere venne ordinato di evacuare i suoi appartamenti con la scorta di tre Jedi, Shaak Ti, Rorono Corobb e Foul Moudama, raggiungendo un bunker sotterraneo. Prima di riuscire a fuggire, Grievous entrò attraverso la finestra, deciso a rapire Palpatine. Mentre Palpatine faceva assaggiare a Grievous la sua Forza, i Jedi riuscirono a farlo fuggire di fretta in relativa sicurezza, mentre alcuni Clone Trooper e una Guardia del Senato tenevano occupato il Generale. Dopo essersi liberato con l'uso delle proprie spade laser, il Generale partì all'inseguimento del Cancelliere e delle sue guardie Jedi, mostrando qualità paragonabili a quelle degli stessi Jedi. Riuscì ad evitare due spinte della forza, ma non quella di Shaak Ti, che lo spinse dentro il muro. Dopodichè Rorono Corobb, utilizzò un potente urlo della forza che fece crollare il soffitto su Grievous, prendendo tempo. Tuttavia il Generale raggiunse l'ascensore e un clone cercò di abbatterlo con un razzo. Una volta arrivati a terra, si ritrovarono di fronte Grievous accompagnato da una ventina di Super droidi da battaglia. Corobb riuscì a respingerli tutti, ma non Grievous che si avvicinava minacciosamente. Mentre l'inseguimento si dipanava per tutta Coruscant, a Grievous si aggiunse una squadra del suo commando IG-100 MagnaGuard. Due di essi uccisero i due cloni rimasti e si lanciarono all'inseguimento insieme a Grievous. I tre Jedi furono raggiunti sulla superficie di una nave da crociera che fu abbattuta da Grievous e l'inseguimento continuò in una stazione. Qui distrussero tutte le MagnaGuards e Shaak Ti riuscì ad attaccare il mantello di Grievous ad un treno in partenza, che lo portò con sè. Palpatine si imbarcò su un treno a levitazione magnetica, usandolo per raggiungere il bunker fortificato. Shaak Ti mandò con Palpatine i due Jedi rimasti, Roron Corobb e Foul Moudama, ma tutto fu invano. Mentre Shaak Ti combatteva dozzine di MagnaGuard, Grievous uccise gli altri Jedi e prese Palpatine. Al suo arrivo Shaak Ti venne disarmata e lasciata in un campo di forza al fine di informare tutti dell'avvenuto rapimento. Subito dopo l'imbarco di Grievous sulla sua nave, Windu lo raggiunse e duellò con lui. Pensando che una piccola dimostrazione di potenza avrebbe spaventato il Jedi, il Generale sbagliò per la fretta e permise a Windu di distruggere i suoi organi interni. Nonostante questo fuggì con Palpatine, e con Windu e Kit Fisto alle calcagna. L'inseguimento vide all'opera anche altri Jedi, inclusi Saesee Tiin, Agen Kolar e Pablo-Jill. La nave di Grievous entrò in orbita, attraversando il cuore della battaglia e raggiungendo la nave ammiraglia Separatista, l'Invisible Hand. Due Jedi riuscirono ad oltrepassare le difese ma vennero uccisi da Grievous e gettati nello spazio. Una volta a bordo della propria nave, il Generale spedì un messaggio con l'uso della HoloNet, annunciando la cattura, e minacciando l'uccisione del Cancelliere di fronte a tutti i cittadini Repubblicani. Nel frattempo, nell'Orlo Esterno, la notizia giunse a Obi-Wan Kenobi e Anakin Skywalker, i quali tornarono subito al paese natale.

Battaglia in orbita

Saesee Tiin, dopo essersi lasciato con Windu, guidò lo scontro nello spazio. Intanto in orbita arrivarono altre navi separatiste dall'iperspazio, che si schiantarono con navi repubblicane. Tiin tornò sull'ammiraglia ormai in fiamme, e da essa si lanciò su una nave separatista, armato di maschera per l'aria e la pressione e seguito da cloni armati di jetpack. Giunto sulla nave il Jedi si creò un'apertura nello scafo con la sua spada ed entrò. Con l'aiuto dei cloni, riuscì a conquistare la nave nemica, attaccando con essa le altre navi separatiste. In seguito al rapimento del Cancelliere Anakin Skywalker e Obi-Wan Kenobi vennero richiamati dall'Orlo Esterno poichè considerati gli unici in grado di affrontare la missione di liberare Palpatine. I Jedi usarono i propri starfighter mentre i cloni guidati da Odd Ball pilotavano gli ARC-170, nel tentativo di tenere occupate le forze droidi (Droid starfighter, Tri-Droid Fighter e Buzz droid) mentre gli Jedi raggiungevano l'Invisible Hand. Alcune navi nemiche gli spararono contro dei razzi, dai quali Anakin si difese con facilità e maestria invertendo i propulsori, mentre Obi-Wan con un po' di fortuna riuscì a cavarsela. Tuttavia, venne attaccato da alcuni Droidi Insetto, che gli distrusssero il droide astromeccanico e inibirono alcune funzioni del caccia. Grazie all'intervento di Anakin, il Maestro Jedi si salvò e i due salirono a bordo della Invisible Hand.

Duello sull'Invisible Hand

I Jedi entrarono nell'hangar e, con l'aiuto di R2-D2, trovarono la cella di Palpatine, locata in una torre della nave. All'arrivo di Skywalker e Kenobi, il leader separatista e Signore dei Sith Conte Dooku apparve ed affrontò sia Kenobi che Skywalker in un combattimento con spada laser. Con l'uso della Forza, Dooku mise fuori combattimento Kenobi, lasciando Skywalker da solo. Quello che Anakin non comprese fu che il duello era una trappola. Dooku e Palpatine (il segreto Signore dei Sith Darth Sidious) avevano cospirato per trascinarlo sul Lato Oscuro. Tentato da Dooku, e forzato da Palpatine, Anakin usò la propria rabbia per battere Dooku, amputandogli le mani e puntando le due spade laser (la sua e quella del Conte) alla gola dello sconfitto. Palpatine comandò ad Anakin di ucciderlo, con estrema sorpresa del Conte, a cui era stata promessa l'incolumità. A causa dell'insistenza del Cancelliere, Anakin eliminò il Conte Dooku. Fu così che Anakin cedette al Lato Oscuro di fronte a Palpatine.

Fuga del Generale

Trascinandosi il corpo senza sensi di Obi-Wan (nonostante le proteste di Palpatine che si lamentava dell'ovvio rallentamento), Anakin ed il Cancelliere fuggirono. Sfortunatamente, a causa dei danni inferti dai Separatisti ai sistemi di comunicazione Repubblicani e da altre cause, i Jedi non sapevano che era in corso un tentativo di salvataggio ed iniziarono a bombardare l'Invisible Hand con il Distruttore Stellare Guarlara (distruttore di classe Venator). L'azione danneggiò la nave e complicò la fuga dei due Jedi. Skywalker, Kenobi e Palpatine vennero catturati e portati sul ponte della nave, dove incontrarono Grievous. R2-D2 fornì un diversivo permettendo ai Jedi di affrontare il Generale. Gli Jedi dovettero anche affrontare alcune MagnaGuards, prima di vedersela con Grievous. Prima di essere catturato e ucciso, Grievous ruppe una finestra venendo risucchiato all'esterno. Con l'aiuto di un gancio riuscì a rientrare nella nave e a fuggire con una capsula di salvataggio dopo aver lanciato tutte le altre per intrappolare i nemici sulla nave in avaria.

Conclusione

Anakin prese il controllo e fece atterrare quello che restava dell'Invisible Hand su Coruscant, mentre Grievous ordinava la ritirata alle sue truppe. Con la morte di Dooku, la Repubblica sperava nella fine della guerra ma Palpatine disse che, con il Generale Grievous in circolazione, il pericolo era ancora in agguato. Infatti con la morte del Signore dei Sith, il cyborg divenne comandante supremo della Confederazione dei Sistemi Indipendenti Il Consiglio Jedi pose la cattura di Grievous come maggiore priorità. Questa mossa portò ben presto alla Battaglia di Utapau.

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